Analisi al tramonto

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C’è un tramonto che spezza le ossa, e non importa sapere che è garantito dalle polveri sottili della città. Non si è mai visto un inverno così bello, per quanto ti stia tremendamente sui coglioni il freddo. E finalmente le maledette “feste” sono finite, mentre trascini i piedi verso non so dove. Hai visioni, pessime visioni. Te in ginocchio, sempre, a pulire con spazzole pavimenti durissimi, a montare piastrelle bianco e blu su muri di case altrui e su ordine di sadiche padrone, a cercare topolini smarriti in enormi ville settecentesche, a rifare letti e ordinare stanze piene di gradini improbabili, a fare altre disdicevoli cose.

Poi ti perdi commossa davanti a dipinti del Mantegna, a lettere del 1500 su pergamene gialle come tuorli, a film che scorrono mostrando l’incolmabilità delle differenze umane, a passi di libri che capisci e non sapresti spiegare perché, a telegiornali farciti di mostruosità in corso. Ti percuote ogni infinitesima scheggia di bellezza tanto quanto di orrore. I lampi delle parole sono a spesso come tagli di coltelli affilati, penetrano la pelle e la carne, bruciano come acido mentre arrivano ad aprire nuove scene negli occhi; ascoltare è diventato più importante che parlare. Guardare più importante che vedere. La consapevolezza è un lavoro per coraggiosi, e il coraggio non sai dove lo trovi, a volte viene da te e ti pianta un calcio in culo spostandoti di qualche centimetro avanti.
Dentro questa tua vita adesso non c’è niente che abbracci tutto questo. Tutta questa miseria del cazzo che sei. Tutta questa meraviglia del cazzo che sei. Tutto il tutto/niente che ti fa essere, piena di rabbia e gioia, di voglia e paura, di stupore e sfacelo, comunque tu sia.
Ogni tanto si apre una porta, si mostra una stanza in cui entrare e trovare qualcuno che  smuove la polvere e ti fa respirare.
Ogni tanto si chiude una porta, e quello che c’era dentro sparisce e puoi riposare.
Molto spesso, senza rancore sia chiaro, lo stato del tuo cervello è un vaffanculo mondiale.

8 risposte a "Analisi al tramonto"

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