Cisterna

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Le cose che succedono non si vedono. I pensieri sono una gragnola di colpi, come quelli di un fucile a pallettoni.

Ho sempre pensato che gli uomini si siedano a gambe larghe non tanto per comodità, ma per mostrare il potere del loro sesso. È nella loro natura.
Ho letto che le donne in certi campi profughi, dove vengono stuprate ogni giorno, fanno fiori con gli stracci e li appendono nelle baracche o nelle tende per mostrare qualcosa di bello e dignitoso ai loro bambini.
Lo Stato in cui vivo, con il governo attuale, mi rende permanentemente spaventata e/o incazzata e triste. Sento la violenza sopraffarmi, non è una bella percezione.
I sogni sono il luogo dove pratico l’altra me, in una forma di bipolarismo al quale mi abbandono totalmente. Una me forte, sfrontata, appassionata. Poi c’è sempre un epilogo in cui quella del sogno torna questa me, rinuncia alle cose, e sempre qualcuno le fa notare che è piena di ferite di cui non si era accorta. E lì mi sveglio. Una manna per il mio analista.
Ho visto il terremoto con i miei occhi, ad agosto. E non riuscivo più a pensare, parlare, respirare. È stata una forma di acquisizione dati senza filtro. E mi sei apparso “tu”, in quel tuo terreno, e ti amavo ancora.
Non mi va di scrivere adesso, c’è troppa corrente nel sangue.
Le cose accadono, dentro.
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5 risposte a "Cisterna"

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