Non trovo le parole

Stanno sul terrazzino davanti al mio. È l’ora più calda adesso, le cinque sgargianti di sole, un vento pesante come fiato d’ubriaco. Io raccolgo indumenti dallo stendibiancheria, e li vedo. Lui la guarda dal basso, il capo rotondo inclinato indietro, i capelli sudati appiccicati alla fronte; una mano tesa a poggiarsi sulle sue gambe fiorite da un abito da casa, di quelli che vedi al mercato nelle bancarelle frequentate da vecchiette, l’altra mano paffuta a stringere la ringhiera verde acceso. Indossa una canottierina bianca, i piedi nudi, la bocca appena dischiusa, una sorta di amore nella posa. Lei gli accarezza il capo, le braccia morbide si muovono in una linea di tenerezza con il bambino, che appena si regge in piedi. La nonna lo prende in braccio, si fissano lungamente, lui le infila le mani nei capelli, lei gli stuzzica un orecchio, i visi seri e concentrati, non si sente alcun suono, nessuna parola viene pronunciata. I gesti sono appassionati, c’è una concentrazione così profonda e una lentezza nel loro muoversi che fa commuovere. Poi lo rimette giù, indica se stessa con un dito, incrocia le mani sul petto e infine indica il piccolo. “Ti voglio bene”. Il bambino abbraccia le gambe della nonna, e poi ripete il gesto come lo fa un bambino, potente, e sorride. Avrà un anno e mezzo, se non ricordo male. Sono i miei vicini di fronte, la mia “finestra di fronte”. Ascolto lunghe conversazioni estive, cene in cui tutto scorre nel silenzio, fra gesti che paiono danze e occhi che non perdono, mai, né un particolare né una cellula di espressione sul viso degli altri. Il suono che si sente è solo quello delle stoviglie mosse. Lucia sposta lo sguardo, mi fa ciao con la mano. Ciao, ricambio. Lancio il bacio, come si faceva da bambini, dalla mano al loro terrazzo. Adoro il silenzio. E il loro silenzio è un fiume.

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9 thoughts on “Non trovo le parole

  1. bambini che non strepitano, nonne che non sbaciucchiano, questi tuoi dirimpettai hanno tolto tutto il superfluo dai loro gesti e si scambiano silenziosi l’essenziale e il sentito. Una fortuna averli di fronte e saperli guardare.
    ml

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